variable varier active sitting

Active Sitting, sedia ergonomica Variable Variér

Passiamo tantissime ore delle nostre giornate seduti.
Dipende molto dal lavoro che facciamo ma, anche per chi ha un lavoro non tipicamente d’ufficio, le ore passate seduti sono comunque tante, basta pensare alle ore passate a tavola, in macchina, al cinema, in relax…
I dolori alla schiena, proprio a causa del tempo passato seduti, sono sempre più frequenti e continui.
Il mio lavoro mi porta a lavorare al computer per la maggior del tempo e negli anni di sedie ergonomiche ne ho cambiate diverse con l’unico risultato che i dolori alla schiena non sono mai cambiati.

Un paio di mesi fa mi son detta che nel XX secolo devono aver inventato qualcosa che possa giovare alle postura e ho iniziato a fare qualche ricerca online: l’ennesima sedia ergonomica, il poggia schiena… le solite, finché mi sono imbattuta nella ormai famosa sedia ergonomica Varier Variable
(ex Stokke).
I norvegesi, quando l’hanno pensata, sono partiti da un principio di base che è molto interessante: se i dolori sono causati da una postura sempre uguale, fissa, perché non pensare ad una sedia che invita il corpo a muoversi?
Nasce così l’”Active sitting” (la seduta dinamica) dove la posizione da seduti non è più passiva ma attiva e segue il movimento del corpo.

Mi ha incuriosito talmente tanto che ho deciso di contattare un vecchio compagno di scuola. L’aveva acquistata per il suo ufficio a casa, e mi sono fatta spiegare come si trova dopo mesi di utilizzo.
Direi che è estremamente contento del suo acquisto e che mi ha convinto a comprarla!

La sedia Varier Variable ha una struttura in legno piegato a vapore che tende a far oscillare la sedia (un po’ come i dondoli dei nostri nonni) e quindi a mantenere sempre in costante movimento il bacino aiutando così a rilassare la parte lombare della schiena , il collo e le spalle, che sono le parti che accumulano sempre le nostre tensioni. Oltre alla seduta, ha dei poggia ginocchia che permettono al corpo di assumere la posizione più corretta per la schiena, quella a preghiera, senza però renderla obbligatoria .
Le posizioni che si posso assumere sono molteplici .

Filippo, mi spiegava che ci ha messo un po’ ad abituarsi e gli credo perché effettivamente la postura che assume il corpo è diversa da quella abituale delle sedie ergonomiche più comuni. Dopo un breve periodo di adattamento però, posso dire che Varier Variable Balans è la prima sedia ergonomica con la quale sono comoda e sento benefici alla schiena.

Un punto negativo, devo dirlo, l’ho trovato subito … non essendo io molto alta, mi sono posta il problema di quanto una sedia con delle misure fisse (non regolabili) potesse essere comoda per me.

Effettivamente diciamo che è una sedia ergonomica che può usare la maggior parte delle persone ma che non è così comoda per tutti. È sconsigliata, infatti, per chi è alto più di 185 cm e per chi è alto meno di 150 cm. Non è una sedia per tutti insomma, ma io fortunatamente sono alta 160 cm e posso usarla in totale comodità.

Il geniale designer Peter Opsvik, che l’ha ideata, ha realizzato tanti altri prodotti (tipo il modello con schienale VARIER – THATSIT ) con lo stesso concept e adatti a qualsiasi esigenza e alle diverse altezze, basta trovare il modello giusto!

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